Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologo clinico

Nell’immaginario collettivo la maternità per una donna rappresenta il periodo più bello della vita. Come non sentirsi felice e appagata con un bimbo tra le braccia? Tuttavia per molte donne l’attesa e/o l’arrivo di un bimbo è accompagnatadalla depressione. Si tratta di circa il 16% delle neomamme.

Innanzitutto va fatta una distinzione tra depressione post-partume Baby Blues. Quest’ultima è un disagio passeggero, caratterizzato da  sbalzi di umore, irritabilità, timori che si manifesta frequentemente nei dieci giorni successivi al parto, provocando delle reazioni diipersensibilità e di ansia passeggera,inquietudine legata alla responsabilità materna. Tuttavia non è da trascurare, poichènel 29% dei casi si trasforma in depressione.
Le cause del Baby Blues possono essere ormonali o psicologiche(dovute alla spossatezza in seguito al parto eall’assenza di sonno).
Il periodo del post-partum è dunque un momento molto delicato nella vita di una donna.


Tutte le persone che stanno attorno alla puerpera si aspettano che lei sia feliceper il lieto evento. Tali aspettativespesso creano nella neomamma  un senso di colpa che contrasta fortemente con la natura gioiosa della nascita. Le neomamme spesso si vergognano, perché  mentre tutti si aspettano di vederle felici loro invece non lo sono.
Sia durante la gravidanza che dopo il parto, la mente femminile subisce un’evoluzione particolare. Per tale motivo è importante affrontare il tema delle possibili oscillazioni dell’umore che possono verificarsi in tale periodo, per capirne le causa e informare future madri e neo mamme sugli strumenti esistenti per affrontarla e prevenirla. Purtroppo si parla molto poco di prevenzione.  Le donne, in tale frangente, non dovrebbero essere sole e dovrebbero sapere che si può venir fuori da questo momento di depressione, anche grazie alla condivisione delle proprie paure e preoccupazioni.
A tale proposito risulta importante, come fonte di supporto e condivisione, la partecipazione ai corsi pre-parto (magari anche con i futuri papà) oltre che post-partum allo scopo di prevenire le difficoltà che possono intervenire dopo la nascita del bambino.
La neomamma inoltre può, inconsapevolmente, non sentirsi all’altezza di ricoprire il ruolo di genitore e questo può causarle intendi disagie conflitti interiori.
A ciò si aggiunge la difficoltà nel dover conciliare vita privata e professionale, tanto che non poche volte risulta essere una scelta obbligata la cura dellafamiglia e l’abbandono della carriera. Le difficoltà sul lavoro, infatti, rendono le madri ancora più vulnerabili ai disturbi dell'umore.
Spesso nel post-partum si presenta in maniera ripetitiva il pensiero di fare del male al bimbo ed è proprio in questo momento che è importante uno spazio in cui le neomamme possano trovare ascolto e sostegno.
E’ opinione comune che tale condizione patologica si manifesti solamente subito dopo il parto. In realtà la depressione post-partum può presentarsi a distanza di qualche giorno o settimana dalla nascita del bambino, talvolta addirittura dopo mesi dal parto.
Per i motivi sopraesposti è importante individuare i fattori di rischio e i sintomi più importanti della depressione perinatale e trattarla adeguatamente e tempestivamente.
Altresì è di fondamentale importanza creare uno spazio attraverso cui le neomamme possono informarsi e soprattutto capire che non sono sole e che, attraverso la condivisionedelle loro paure, possono uscire dalla depressione. Essa infatti può rischiare di compromettere la relazione madre-bambino. Per i nove mesi della gravidanza e dopo la nascita, infatti, l'attenzione è sempre concentrata sul bambino mentre sarebbe opportuno pensare anche al benessere della madre.
Per raggiungere tale scoposarebbe importante supportare le donne in questo periodo particolare della loro vita durante il quale non è facile far comprendere agli altri i propri problemi, la propria tristezza e le proprie ansie. Infatti non sempre è immediato e semplice accettare il passaggio da “donna incinta” a “donna madre”.
Per non trasformare la baby blues in depressione bisognerebbenon esitare a delegare al marito o alla propriafamiglia alcuni compiti; non isolarsi ma parlare di ciò che si prova con le persone più vicine o ad una persona di fiducia che può essere unesperto o il proprio medico; non pensare di essere una cattiva madre se ci si sente stanca: i figli amano i genitori con tutte le loro imperfezioni, riposare magari mentre il pargolo dorme e organizzare spazi per dedicarsi a se stesse, alle amicizie, agli acquisti e trovare il tempo per stare un po’ insieme al vostro partner.
Recuperare dello spazio per sé non deve fare sentire colpevoli, piuttosto bisognerebbe riflettere sul fatto che una madre serena sarà più facilmente in grado di stabilire un rapporto sereno col proprio bambino.

Maria Antonietta Laricchia - miodottore.it